Gli scrupoli che hanno fatto desistere Benedetto XIV, Pio IX e Leone XIII non sono serviti a fermare Pio X. Egli ha portato senza esitazione sul venerabile edificio del Breviario Romano il piccone di demolitori.





Il Breviario è un libro Liturgico composto da vari elementi, tratti dalla Sacra Scrittura, e dalla Tradizione poetica e liturgica. Con l'obbligo per gli ecclesiastici della recita del divino ufficio non solo in Chiesa, ma anche in privato, si rese necessario raccogliere in un libro unico queste parti sparse in testi diversi. L'esempio venne dalla Curia romana, che nel sec. XII pubblicò il Breviarium secundum consuetudinem Romanae Curiae, subito molto diffuso e presto adottato anche dall'Ordine dei Frati Minori. Sotto l'influenza dell'umanesimo (sec. XV) si volle dare al latino del breviario un sapore classico (specialmente con nuovi inni) e non pochi erano gli ecclesiastici che recitavano il breviario in greco. Lo scontro con i Tradizionalisti del tempo (ci sono sempre grazie a Dio) era scontato, ma fra i due contendenti vinsero i moderati, che pubblicarono nel 1535 il Breviarium Sanctae Crucis, che i Tradizionalisti ritennero troppo innovatore, specialmente in campo liturgico. Una formula definitiva fu trovata dal Concilio di Trento e approvata da Pio V nel 1568. Era però un ritorno deciso all'antico infatti si riconosceva il questo Breviario San Girolamo stesso, il grande traduttore della Bibbia, che lavorò per l'organizzazione del Salterio per ordine dello stesso San Damaso (IV sec.) che gli commissionò la traduzione. Per questa ragione Pio V nella sua Riforma non osò toccare un'istituzione tanto antica e venerabile, come fecero impropriamente i suoi predecessori, se non minimamente: si limitò a spostare cinque salmi, che si recitavano consecutivamente insieme ad altri a Prima delle domeniche, agli uffici feriali di Prima.

Ma la Riforma di Trento non sedò gli animi. Ben presto intervennero nuove aggiunte e correzioni fino alla riedizione (con emendazioni) ordinata da Urbano VIII che fece però scempio degli antichi Inni del Breviario che subirono quasi mille correzioni per adeguarli allo stile ed alla metrica classica che produsse sì un perfezionamento formale ma con un notevole impoverimento dei contenuti.

Continue richieste pervenute al Papa esigevano ancora una riforma più particolareggiata, e il procrastinare pontificio non favorì azioni concilianti. Pio X, con grande cura pastorale pose mano alla Riforma.


Il nuovo Breviario venne promulgato da Pio X l'11 novembre 1911 colla Bolla Divino afflatu, e reso obbligatorio dal 1° gennaio 1913 per tutte le Chiese tenute al Breviario di Pio V. Esso venne accolto comunque bene perchè dava alla preghiera canonica quell'assetto regolare che da anni era auspicato dal clero e dai liturgisti. Pio X dispose il Salterio in modo che in una settimana fossero recitati tutti i salmi. Ma anche prima era più o meno così solo che i salmi feriali si recitavano quando non c'erano feste doppie o semidoppie, il che  avveniva non troppo frequentemente per le numerosissime feste di riti elevati dopo San Pio V, (anche in un certo senso per abbreviare l'Ufficio: a Rito più elevato corrisponde Ufficio meno lungo!).

Ma per raggiungere però questi risultati la Commissione, come scrive lo stesso Righetti nella sua celebre e monumentale "Storia Liturgica" (in basso riporto il Capitolo XI del II volume) dovette sacrificare a malincuore parecchi elementi che lo stesso Righetti (liturgista che partecipò attivamente e copiosamente al grande Rinnovamento Liturgico del Concilio Vaticano II) definirà "di non lieve importanza", che ancora oggi sollevano non poche polemiche. Il Righetti,  pro domo sua, parla di Riforma necessaria, riporta e spiega con devozione le Riforme operate da Pio X fatte dal Piacenza, tuttavia sappiamo che dopo pochi anni da questa storica rivoluzione liturgica avremmo avuto altro e più nefaste riforme del Breviario Romano, passando immancabilmente per le prime e non troppo timide questa volta, Riforme Pacelliane, con la Ritraduzione del Salterio (che non piacque da subito) ad opera di padre Bea e con il poco conosciuto "Piccolo Breviario", per passare al Breviario sforbiciato a muzzo di Giovanni XXIII (attualmente utilizzato dalla stragrande maggioranza dei tradizionalisti di Eccleisa Dei e non), per poi arrivare alla famigerata "Liturgia delle Ore".



Un grande liturgista, Dom Cabrol OSB, previde che quella riforma sarebbe stata solo il preludio di altre ben peggiori 

[Dom F. Cabrol, La réforme du Bréviaire et du Calendrier, Bloud & Cie 1912, p. 8-10: « Les réformateurs n'ont pas craint de toucher d'une main hardie à ce psautier romain qui, par sa vénérable antiquité, avait paru intangible aux prédécesseurs de Pie X, animés comme lui du désir de réformer la liturgie. De plus, il n'est pas possible de ne pas voir la portée de ce fait pour l'avenir, au point de vue de l'histoire liturgique. C'est une porte ouverte par laquelle passeront bien d'autres réformes […] Les scrupules qui avaient arrêté Benoît XIV, Pie IX et Léon XIII, n'ont pas fait reculer Pie X. Il a porté sans hésitation sur ce vieil édifice la pioche des démolisseurs…» gli scrupoli che hanno fatto desistere Benedetto XIV, Pio IX e Leone XIII non sono serviti a fermare Pio X. Egli ha portato senza esitazione sul venerabile edificio il piccone dei demolitori).]. 

"La pioche des démolisseurs": il piccone dei demolitori, conoscendo quel che poi sarebbe successo mai metafora fu più profetica!

Così il Righetti descrive le violazioni operate dal Pio X nel Breviario che editerà del 1911.


a) Il nuovo schema unico di Mattutino a 9 salmi costrinse ad abbandonare la tradizione del Mattutino a 12 salmi che, come vedemmo a suo luogo, fu la regola salmodica delle primitive comunità monastiche d'Oriente e d'Occidente (ancora in uso presso gli orientali n.d.r.) nonché della stessa Chiesa romana nelle sue, antiche vigilie di cui restano tuttora le vestigia nelle 12 lezioni del Sabato santo e delle Messe delle Tempora.

b) E' noto come l'ultima parte dell'Uffiaciatura notturna ha ricevuto il nome di Laudes dai suoi tre salmi consecutivi 148 -149 -150, che anche presso i greci vengono chiamati Lodi. Il loro impiego liturgico come inni mattutinali si riscontra in tutti i riti della cristianità fin da tempi remotissimi; anzi sono certamente un'eredità trasmessa alla Chiesa dalla Sinagoga, presso la quale fanno ancora parte della preghiera mattutina. Per abbreviare le Laudes, il nuovo Breviario ha disgiunto i tre salmi, distribuendo rispettivamente il 148 e il 150 alla domenica e al sabato. Il 149, perchè comincia col verbo cantare anziché laudare, venne sfrattato dalle Laudes. E così d'ora innanzi il Rito Romano sarà l'unico in tutta la Chiesa in cui quella veneranda parte dell'antichissima salmodia non sarà più al posto originario. 

c) I tradizionali Cantici biblici estranei al Salterio, che erano recitati nel breviario antico alle Lodi, conforme l'uso seguito da tutti i riti orientali fin dall'epoca più remota, nella nuova riforma non vennero più mantenuti nello schema ordinario delle Lodi, ma relegati nello schema penitenziale riservato alla Quaresima e alle vigilie. Lo schema ordinario delle Laudes feriali ha adottato invece nuovi Cantici, più brevi, che non hanno nulla in comune coll'antichissima tradizione cristiana e che non si incontrano in nessuna liturgia orientale. Non si spiega abbastanza questo trattamento di favore a beneficio di testi nuovi e a scapito dei primi.




 Vi lascio alla lettura, aspettando se volete, vostre domande che aiuteranno, soprattuto me, ad approfondire la questione. 

(cliccando su ogni immagine, questa si ingrandisce)










7 commenti:

Anonimo ha detto...

Reverendo Lei che Breviario utilizza per l'Ufficio Divino?

don Camillo ha detto...

Per devozione quello di San PIO X, ma sarei orientato a recitare il Breviario del 1910.

AICI ha detto...

Quindi il breviario più corretto dal lato de la tradizione sarebbe il 'Breviarium secundum consuetudinem Romanae Curiae' del XII secolo? Questo breviario è presente nel sito http://divinumofficium.com? E' quello che si può leggere selezionando nel menù a tendina "pre Trident Monastic"?
Io da stamane ho iniziato a recitare il "pre Trident Monastic", ma ho letto nella sezione 'versions'[http://divinumofficium.com/www/horas/Help/versions.html#monastic]:"Secondo il motu proprio Summorum Pontificium Cura di Papa Benedetto XVI (7 luglio 2007), solo i 1962 libri sono accettate come forma straordinaria del rito romano"....inoltre usando la funzione di comparazione presente sul sito ho visto che è abbastanza differente la "pre Trident Monastic" a la "Rubrics 1960"; ma la "Pre Trident Monastic" mi gratica molto nel pregarla....però visto quanto sopra non so come regolarmi, te che mi consigli? Hai inoltre dritte da darmi per seguire il 'calendario romano' per le letture di questo specifico Breviario o basta che mi affido a quello che il sito mi propone giorno per giorno?
In ultimo, esiste una versione cartacea latino-italiana o greco-italiana del 'Breviarium secundum consuetudinem Romanae Curiae' del xii secolo?
Grazie

don Camillo ha detto...

Non esageriamo, manteniamo i piedi per terra e non proiettiamoci in una Chiesa che non c'è più.

L'adagio che recita "più antico è, più è meglio", non sempre si può applicare alla Liturgia. Primo perchè i novatori: i "liturgisti" hanno utilizzato questo criterio, secondo perchè per la suddivisione del salterio a 'sto punto si dovrebbe adottare la suddivisione rabbinica visto che Gesù li recitava secondo tale consuetudine, il che non mi sembra proprio il caso, vero?! Terzo perchè perderemo tutte quelle stratificazioni armoniose che piacciano o no, hanno nutrito migliaia di sacerdoti facendoli santi.

Ora, atteniamoci alle Rubriche del '60, se poi volessimo rendere l'Ufficio diciamo più rotondo recitiamolo secondo le rubriche di Pio X, si aggiungerebbe qualche ottava, qualche Pater Noster e Ave in più qualche Lezione, ma la sostanza è quella.

Per chi fa il Breviario Tridentino più o meno inalterato fino a Leone XIII, per carità, è sempre un pregare, al Signore non dispiace, tuttavia ha poco senso "ecclesiale" diciamo. Chi fa il Pre-Tridentino monastico.... che ti devo dire, a San Benedetto da Norcia (e ti ho detto tutto) non piaceva, e si è fatto un suo Salterio detto "schema A", che attualmente è usato in qualche monastero. Quindi... fai tu!

AICI ha detto...

Grazie per la risposta argomentata.
A breve andrò a Norcia è vedrò se nel negozio dei Benedettini trovo il loro Breviario monastico, sino ad allora mi stabilizzo con il Divino Afflatu come da suo indirizzamento. I benedettini di Norcia dovrebbero essere assieme ai Brnedettini dell'Immacolata in Liguria de Le Barroux e gli Eremiti Benedettini a Minucciano a Lucca tra gli sparuti che utilizzano[oramai sono in pochi] lo schema A – o della Regola –, poi[maggioritario] vi è lo schema B – Fuglister –, che distribuisce il salterio in una o due settimane con criteri esegetici e biblici diversi da quelli che aveva San Benedetto nella sua epoca, ed in più ci sono altri due schemi che hanno avuto meno risonanza.
Grazie per la grande pazienza nel rispondere a le mie sincere e sentite domande
Che Dio la benedica

don Camillo ha detto...

Grazie per gli apprezzamenti!

Lo schema B, che devo dire non mi dispiace, l'ho recitato per diversi anni (anche se sono diocesano), è settimanale (cioè in una settimana si recitano tutti e 150 salmi) e non ne posso parlare male, ma devo dire che scoperto il Breviario Romano di Pio X, ora questa cosa passatala vedo solo come una bizzarria giovanile.

AICI ha detto...

A Norcia ho visto che recitano l'Antiphonale Monastico secondo l'edizione dell'Abbazia francese di Solesmes.
Online ho trovato il testo completo tradotto de "Inni dell'Antifonale monastico e del Breviario" usato da le benedettine di Alatri:[http://www.benedettinealatri.it/traduzione_inni_63.html] a fonfo pagina il pdf. Ma devo guardarlo bene per capire se si comprende come lo pregano...non avendolo mai fatto.
A presto
PS il 30 maggio-se non l'hai visto- nel blog Tradio Liturgica, un sito che ha tra i progetti la riedizione di libri liturgici bizzantini; parla bene di te nel post di testa "Note tipografiche"[http://traditioliturgica.blogspot.it/]