sabato 7 dicembre 2013

Ancora teorie complottiste e scemenze varie sull'abdicazione di Benedetto XVI

Un grazie speciale a don Mauro che sintetizza bene tutta la questione e mette a tacere i vari nostalgici di un papato che come cattolici non ci può per nulla mancare!





 Di nuovo sull'abdicazione del Papa



Si rifanno insistenti le voci, nell’ambiente “tradizionale”, di una presunta irregolarità nell’abdicazione di Benedetto XVI, e questo anche da settori della Chiesa che non avevano avuto da ridire sui recenti Papi post-conciliari. Sembra quasi che l’elezione di Francesco abbia apportato un cambiamento qualitativo alla crisi, come se finora nessun errore fosse stato diffuso dalle Autorità e la situazione fosse esplosa ora.
 Tralasciando per ora questo aspetto, le obiezioni all’abdicazione non sembrano più rivolgersi alla possibilità metafisica dell’atto in sé (abbiamo risposto qui a questa idea), ma su presunte pressioni, minacce e timori, se non addirittura riserve mentali, che renderebbero nullo l’atto di Benedetto XVI. Tutti hanno letto le dichiarazioni recenti del fatimologo Padre Kramer, e numerose illazioni e bisbigli che circolano sul web, su indicibili violenze morali esercitate su Ratzinger per “costringerlo” a un passo che, a detta di costoro, ha gettato la Chiesa nel baratro (come se prima di Francesco non ci fossero stati Concilio, nuova messa, abusi ed eresie ad ogni livello). Addirittura per Padre Kramer Francesco non sarebbe Papa perché diffonde la teoria della permanenza della vecchia alleanza per gli ebrei: uno dei vecchi leit-motiv di Ratzinger e Giovanni Paolo II...
Un atto compiuto sotto timore grave è sempre invalido? Non ha mai valore? È corretta una tale interpretazioni, ammesso che i tanti sussurri siano veri e dimostrabili? In realtà occorre ricordare un principio morale, prima che giuridico: un atto fatto sotto minaccia e timore grave, purché non tale da togliere completamente la libertà o l’uso di ragione, è un atto umano e volontario di cui si è responsabili. Altrimenti i martiri non avrebbero avuto alcun merito, tanto erano tutti sotto timore grave e potevano giustificare la loro apostasia come “invalida”. Solo se il timore fa impazzire (letteralmente)  o se mi fanno una violenza fisica assoluta (per esempio mi prendono la mano per forzarmi a firmare) posso dire che l’atto non è mio. Nel timore grave la scelta di non cedere, di non fare un atto contro coscienza sotto minaccia anche della morte, non è solo possibile ma anche doverosa. Non esiste nessuna minaccia che giustifichi il compiersi di un atto moralmente malvagio.
Ma si sa, siamo uomini, e a volte si cede. Il diritto positivo, ecclesiastico o anche civile, ha stabilito dei casi in cui gli atti (volontari quindi) di persone sotto minaccia o timore grave  non abbiano i loro effetti giuridici. Non perché di per sé siano invalidi, ma perché l’autorità vuole evitare i danni che azioni simili potrebbero avere. L’esempio classico è quello del matrimonio, che è invalido se compiuto sotto il timore di una minaccia grave: non perché di per sé il consenso non sia reale (rifiutare e subire gli effeti della minaccia è sempre possibile, in teoria), ma perché la Chiesa ha stabilito un impedimento dirimente a riguardo. Anzi nel vecchio codice di diritto canonico non ogni timore grave invalida il matrimonio, ma solo quello definito “ingiustamente incusso”. Così per alcuni contratti nel diritto civile. Certo chi cedesse a sposarsi sotto minaccia, sapendo che sta per fare un finto matrimonio, peccherebbe gravemente simulando scientemente il sacramento, benché la Chiesa –per il bene comune-  lo preservi dalle conseguenze del legame che stava per contrarre.
Così, i sostenitori di Ratzinger, che dicono che la sua abdicazione sia stata fatta sotto minaccia, dovrebbero rendersi anzitutto conto (ancor prima di chiedersi se sia invalida) che lo stanno accusando di un peccato gravissimo. Anzi a maggior ragione il peccato sarebbe grave se Benedetto XVI fosse stato cosciente che stava abdicando “per finta”. Potrebbero scusarlo solo se le immagini che abbiamo visto fossero state quelle di un ologramma, o la voce quella di un ventriloquo. Evidentemente si cade qui nella fantascienza, e i nostri amici non hanno mai sostenuto cose simili. L’atto dell’abdicazione rimane valido anche se compiuto sotto timore grave: questo perché resta un atto volontario, umano, scelto e voluto, magari pusillanime, ma chiaramente espresso come personalmente deciso, magari per evitare mali più grandi di cui ci si sentiva minacciati. Il diritto della Chiesa, che invalida il matrimonio contratto sotto timore grave, non fa altrettanto con l’abdicazione: non trovandosi infatti nessuna norma a riguardo, si deve ricorrere ai princìpi del diritto naturale, e ammettere che un atto volontario ha le sue conseguenze, se non impedite dalla legge. Che l’abdicazione sia valida anche se fatta per timore grave, non lo inventiamo noi, ma lo dicono anche  canonisti di altissimo livello come il Padre Coronata[1] e il Padre Cappello[2]: entrambi ammettono che né il timore grave, né l’inganno possono influire sul valore della rinuncia al Pontificato, né inespresse riserve. Una volta manifestata in qualsiasi modo l’abdicazione è valida e non si torna indietro. Prima di parlare di simili argomenti, spinosi anche per gli studiosi, si dovrebbe almeno leggere la letteratura canonistica a riguardo.
La ragione per cui il diritto non invalida una tale abdicazione è ovvia: il timore grave, l’inganno o le riserve dovrebbero potersi provare: ma trattandosi di un atto personale del Papa, quale corte potrebbe dirsi competente a stabilire questi fatti? E se si potesse, con il diritto positivo, dichiarare invalida un’abdicazione, non si aprirebbe una situazione di scisma? La norma che invalidasse l’abdicazione fatta sotto una minaccia grave, che nessuno potrebbe giuridicamente stabilire, aprirebbe un’incertezza peggiore di altri mali.
Lo stesso Ratzinger, nonostante i tanti pasticci circa titolo e abito, ha chiaramente mostrato di non ritenersi più Papa, ordinando che un Conclave si aprisse dopo il suo ritiro: mi pare un atto di altissimo valore legale che esclude particolari fantasmagoriche indimostrabili “riserve”.
Infine, chiedo a Padre Kramer: è veramente necessario rigettare Francesco per ricadere sotto Papa Benedetto, che egli stesso, nel libro La battaglia finale del diavolo ha accusato (a giusto titolo) di “avvicinarsi all’eresia, per usare un eufemismo”, e di aver occultato con la menzogna e l’inganno il segreto di Fatima?
Se abbiamo vissuto la cancellazione della Messa tridentina e della liturgia romana tutta intera sotto Paolo VI, gli incontri ecumenici spettacolari di Giovanni Paolo II, la partecipazione a riti luterani di Benedetto XVI e le sue dottrine collegialiste, dobbiamo stupirci di Francesco e delle sue bizzarrie? I fatti giuridici si stabiliscono giuridicamente, non con chiacchiere e voci di corridoio: e anche se potessimo portere le prove delle peggiori minacce, o riserve, il diritto non annullerebbe l’atto epocale di Joseph Ratzinger, pubblicamente e sufficientemente manifestato nel concistoro dell’11 febbraio scorso.


[1] Institutiones iuris canonici vol. I n. 316
[2] De curia romana, II, Romae 1913, pagg. 6-7

12 commenti:

Ἰουστινιανός ha detto...

¡Me quito el cráneo!

Kyrie eleison

Luciana Cuppo ha detto...

L'atto dell'abdicazione rimane valido anche se compiuto sotto timore grave. Questo principio enunciato da don Mauro Tranquillo (Dio lo benedica) e' valido oggi com'era valido nell'anno di grazia 537 d.C., e cio' perche' il principio appartiene alla Tradizione della Chiesa.
Nell'anno 537 avvenne il fattaccio: il generale Belisario e sua moglie Antonina convocarono papa Silverio e lo deposero; il giorno dopo ordinarono al clero romano di eleggersi un nuovo papa, perche' Silverio non lo era piu' (fu infatti esiliato e mori' dopo piu' di un anno senza esser tornato a Roma).
Questa e' la versione tratta dal Liber pontificalis della curia romana. Non vi si parla di abdicazione e di conseguenza gli storici successivi fecero iniziare il regno di Vigilio, successore di Silverio, dalla data di morte di Silverio, benche' Vigilio avesse agito in tutto da papa anche mentre Silverio era vivo ed in esilio.
Ma vi sono altre testimonianze: alcuni codici medievali fanno iniziare il pontificato di Vigilio dalla deposizione di Silverio, altri lasciano quelle date in bianco. Il che e' spiegabilissimo se leggiamo la cronaca coeva di Liberato: "Ed il giorno dopo Belisario, convocati i presbiteri, i diaconi e tutti i chierici, li incarico' di eleggersi un altro papa; e mentre quelli erano in dubbio ed alcuni resistevano (quibus dubitantibus et nonnullis renitentibus), Vigilio fu ordinato con l'appoggio (favore) di Belisario." Liberato fotografa cosi' l'incertezza del clero romano: Silverio aveva abdicato o no? che vi fosse grave timore era pacifico; cio' di cui si dubitava era il consenso dell'interessato.
Determinante e', se lo leggo giusto, e' un codice coevo: il XXII della Biblioteca Capitolare di Verona. Li', ed e' un caso unico, la morte di Vigilio e' annotata cosi': "Vigilio regno' per 18 anni, 2 mesi, 9 giorni; muore a Siracusa il lunedi', di notte, il giorno 7 giugno, terza indizione." Contando all'indietro, l'inizio del regno di Vigilio risulta essere pochi giorni dopo la deposizione di Silverio ad opera di Belisario.
Credo d'aver riconosciuto la mano di Cassiodoro in questo codice, in alcune note e correzioni. Cassiodoro era stretto collaboratore di Vigilio ed era stato governatore di Roma, quindi in grado di sapere come si erano svolte veramente le cose. Inoltre, egli era discepolo e collaboratore di Dionigi il Piccolo, canonista d'eccezione della Chiesa romana. Pertanto, quella data estremamente precisa sulla durata del regno di Vigilio ci dicono che l'abdicazione di Silverio vi fu e che fu valida, nonostante il grave timore.
Morale: il principio enunciato da don Tranquillo non e' nuovo. E non lo sono neppure le crisi del papato. Ma - e don Camillo, che e' un teologo, mi corregga se sbaglio - il martellamento e le geremiadi incessanti sul dove-va-la-Chiesa-oggi puo' ben essere un peccato contro la virtu' teologale della speranza, poiche' Cristo ci ha detto che sara' con noi fino alla fine del mondo.

don Camillo ha detto...

Luciana non ho parole per ringraziarti di questo dotto ed esauriente commento che farò conoscere a don Mauro. Domani risponderò con più calma alle tue parole.

Anonimo ha detto...

http://unafides33.blogspot.it/2013/12/mons-fellay-intervistato-dallagenzia.html


Mirabile lucidità e spirito soprannaturale

don Camillo ha detto...

Ma - e don Camillo, che e' un teologo, mi corregga se sbaglio - il martellamento e le geremiadi incessanti sul dove-va-la-Chiesa-oggi puo' ben essere un peccato contro la virtu' teologale della speranza, poiche' Cristo ci ha detto che sara' con noi fino alla fine del mondo.

Non voglio ripetermi sull'angusto pontificato di B16, trovo questo Papa con i dovuti distinguo, sorprendente! Mi commuove la sua devozione alla Madonna così interiormente intima al punto di ritrovarvi qualcosa che trovo dentro di me. Se la Madonna, in modo particolare la Salus Populi, che entrambi veneriamo in modo "eccessivo" è stata così buona con me, ultimissima ruota del carro della Chiesa, non vedo perchè non potrà essere buona con questo Papa. A tempo dovuto la Madre di Dio, la Sede della Sapienza irromperà in questo Pontificato NE SONO CERTO!!!!

Le geremiadi, mi infastidiscono perchè sono ripetute da uomini e donne senza FEDE e quindi senza SPERANZA (bene hai detto a tal riguardo), sfrontati e anticlericali a prescindere ma che fanno i cattolici dai computers, si permettono di vomitare veleno, vantandosi addirittura di non andare a Messa la domenica (sempre se non hanno il loro pretino personale), la nuova messa gli fa schifo, così come quella fatta dai lefebvriani (però si giustificano dicendo che "se ce l'avessero vicina certamente c'andrebbero, il che è falso), così come quella dei motupropriati colpevoli di farsi i fatti propri. Ebbene di questa gente ho una gran paura, e se li frequentavo rarissimamente gli anni passati ora per me sono assolutamente estranei.

Luciana credimi, non ne posso più di questi "tradizionalisti", sarà eccessivo, ma credo che il primo miracolo di Papa Francesco sia stato quello di aver fatto isolare questi personaggi nei loro ghetti mediatici.

Anonimo ha detto...

Don Camillo, ho capito che lei ha un'ostilità personale nei confronti di B. XVI. Non mi interessa il perché e il per come, ma questo non Dovrebbe portarla a negare l'evidenza. Lei che che criticava un giorno sì e l'altro pure Papa Benedetto non vedendo le luci di quel pontificato, ora si tappa occhi e orecchie per non vedere cose oggettivamente molto più gravi dal "chi sono io per giudicare" che è diventata la frase più citata da politici e lobbies che si battono per legalizzare le abominevoli nozze gay alle interviste a Scalfari, alla Civiltà cattolica all'Evangelii gaudium piena di uscite confuse ad essere generosi, al commissariamento dei FI. Il fatto poi che i media massonici e anticlericali abbiano massacrato per anni Papa Benedetto e trattino ora in guanti di velluto il successore dà ancor più da pensare su quale sia la strada giusta, anche pensando alle parole evangeliche sul consenso del mondo. I media stanno strumentalizzando le parole del Papa o forzandone pe interpretazioni? Sicuramente, ma lui ci ha messo del suo per farsi strumentalizzare, con benedetto ci riuscivano molto meno e per questo lo odiavano così tanto.
Sulla sostanza dell'articolo sono d'accordo, l'abdicazione è valida così come l'elezione di Papa Francesco e, voglio rassicurarla, sia il sottoscritto sia i buoni cattolici che conoscono e che hanno delle fondate perplessità sui primi mesi di questo papato, non abbiamo perso né la fede, né la speranza, sappiamo che la Chiesa non perirà per promessa di NSGC e la rassicuro che nessun che io conosca salta la messa domenicale. Io frequento quella dei motupropriati quando posso (perché è lontana, quindi la frequento una o due volte al mese), altrimenti quelle NO anche se le trovo spesso avvilenti e molto protestanti, almeno dalle mie parti. Riassumendo atei, massoni, mangiapreti, progressisti, modernisti, tutti in coro esaltano Francesco e denigrano Benedetto...le sembra normale? E lei che si dice tradizionalista parla come loro? Certo Francesco è l'attuale e legittimo Papa, preghiamo per lui ma non mettiamoci le fette di salame sugli occhi, il predecessore, pur con le sue mancanze, era un'altra cosa, almeno rebus sic stantibus. Maria irromperà in questo pontificato? Lo spero di cuore, ma per ora stiamo ai fatti, non alle speranze, Maria interverrà quando vuole, in questo pontificato, nel prossimo o tra cento anni, fatta salva la sua vicinanza materna che mai ci mancherà.
Faccia pure a meno di pubblicare, non mi importa, ritenevo giusto farglielo sapere sine ira ac studio e le chiedo di pregare per me, Dio sa quanto ne ho bisogno.

Davide

minstrel ha detto...

Le geremiadi, mi infastidiscono perchè sono ripetute da uomini e donne senza FEDE e quindi senza SPERANZA (bene hai detto a tal riguardo), sfrontati e anticlericali a prescindere ma che fanno i cattolici dai computers, si permettono di vomitare veleno, vantandosi addirittura di non andare a Messa la domenica (sempre se non hanno il loro pretino personale), la nuova messa gli fa schifo, così come quella fatta dai lefebvriani (però si giustificano dicendo che "se ce l'avessero vicina certamente c'andrebbero, il che è falso), così come quella dei motupropriati colpevoli di farsi i fatti propri. Ebbene di questa gente ho una gran paura, e se li frequentavo rarissimamente gli anni passati ora per me sono assolutamente estranei.

!!!
Grande Don!

don Camillo ha detto...

Davide, non voglio ripetermi, basta che vai a leggerti i miei commenti in altri post. Voglio solo dirti che B16 è anche il Ratzinger che ha dato una svolta decisiva con quel "maledetto" sub-sistit-in. Se vogliamo dirla tutta questa frase che Ratzinger si attribuisce beandosi dei questa genialata, ha di fatto cambiato il volto della Chiesa di questi 50 anni. Ha corrotto l'azione della Chiesa militante, ha disorientato i missionari, che si sono messe a scavare pozzi invece di battezzare, e a di fatto messo sullo STESSO PIANO tutte le religioni, ebrei compresi che ora non sono "più un'altra religione", ma diversamente cristiani, come Ratzinger ha detto e fatto intendere con le sue parole e con i suoi assurdi gesti, più e più volte [VERISSIMO PUNTO DI ROTTURA CON LA TRADIZIONE CATTOLICA!!] E se le stesse religioni sono uguali, a che serve intraprendere una "via di perfezione" piena di fatica e rinunce nella "nostra" religione?

Ora, c'è del buono in B16?! certo, quando ha ribadito delle semplici verità di Fede, e per questo mi devo rallegrare?! Certo siamo in tempi degenerati, dove chi fa semplicemente il suo lavoro, sembra che faccia chissà quale cosa straordinaria, e allora sì, Ratzinger ha fatto qualcosa di straordinario! Ma non ci scordiamo che da redattore del Concilio, da Prefetto e da Papa, ha avuto sempre una stessa ed identica IDEA, cambiare la religione cattolica, salvo poi in vecchiaia avere qualche sussulto di pentimento, ma nell'attribuire AD ALTRI la responsabilità di un Concilio sovversivo e perverso: la favoletta del Concilio scritto dalla Stampa!

Mi spiace essere così duro con questo uomo, cattivo come me, ma tutto quello che c'è di sbagliato ed incomprensibile nella Chiesa se uno ha la pazienza di trovare il bandolo delle varie matasse contorte e cattive disseminate nella Teologia, nell'Esegesi biblica, nella Liturgia post-Conciliare non può che arrivare a lui o direttamente o indirettamente. Prego per la sua anima tutti i giorni, perchè prima di morire, metta giustizia nelle sue malefatte, visto che la promessa solenne di "morire al mondo" non l'ha rispettata manco sei mesi.

Anonimo ha detto...

Malefatte? Addirittura? Cioè ha dato dignità alla liturgia (si noti la differenza nel modo di celebrare tra lui e il successore), ha difeso la legge naturale e di Dio sfidando con coraggio le varie lobbies massoniche (cosa che Francesco si guarda bene dal fare), ci ha dato il motu proprio, ha spiegato con forza e coraggio quanto fede e ragione vadano uniti e sarebbe lui il colpevole di tutto? Per me è santo, certo molto meno mondano di Bergoglio, ma questo non è un demerito, certo in gioventù ha commesso degli errori, ma l'odio riservatogli da massoni e progressisti vari, speculare all'amore che hanno per l'attuale pontefice, la dice lunga su quanto sia stato coraggioso e fedele alla Verità. Mi trovo quindi in netto disaccordo con lei su questi ultimi due pontificati, comunque la ringrazio per lo spazio di discussione concessomi.
Davide

don Camillo ha detto...

Cioè ha dato dignità alla liturgia?

Sì approvando la prassi e la liturgia neocatecumenale che non ha nulla di cattolico. Devastando le parrocchie nel confermare usanze e abusi senza alcuna correzione, però usava pizzi e merletti e brandelli di vecchi divani del '700 per casule.

Ha difeso la legge naturale?

Salvo poi "lodare" omosessuali responsabili perchè utilizzano il preservativo nel suo nefasto libro "luce dal Mondo" senza giudicarli! E già senza giudicarli!! Papa Ciccio non è stato manco il primo!

La dice lunga su quanto sia stato coraggioso e fedele alla Verità?

Quale verità?! Unita alle sue personale visione della Chiesa che ha elevato a nuovi dogmi! Ebrei che si salvano senza battesimo, Lutero che è brava persona: maestro nella fede, ecc.ecc.

Nemico dei massoni?! MAH! Con le sue aperture certo non ha contrastato le loro false credenze!

Francesco almeno è più sincero. Non fa finta di essere conservatore o tradizionalista.

Anonimo ha detto...

Don Camillo, sulla famosa frase a cui fa riferimento in "Luce del mondo" non ha proprio detto questo, tuttavia, su ciò concordo, poteva evitarla. Occorre però, con altrettanta onestà, ricordare le decine di volte in cui ha condannato l'ideologia omosessualista arrivando, giustamente, a sottolineare che può rappresentare una minaccia addirittura per la pace. È tanto vero ciò che nessun lobbista gay ha mai usato le parole di Benedetto per avallare le proprie follie, cosa che è accaduta con il suo successore, anzi, era ed è odiatissimo da tutti quegli ambianti massonici, lobbisti, modernisti che nutrono invece grandi speranze nei confronti di Francesco (a ragione o a torto? Mi auguro a torto). Perché, ad esempio, Francesco, dopo l'infelice uscita sull'aereo, non ha chiarito il tema mentre la strumentalizzazione si faceva sempre più intensa? Le assicuro don Camillo che quell'uscita ha spuntato le armi a quei vescovi coraggiosi che stanno affrontando questa deriva satanica. Sia chiaro, non credo che Francesco sia favorevole ai matrimoni gay, ma semplicemente che tema di perdere il consenso mediatico che ha.
Sui neocatecumenali ha ragione: Benedetto poteva fare di più, non ne ha colto alcune evidenti criticità, ma, per lo meno, sulla loro liturgia ha espresso forti riserve che, a quanto pare, Francesco ha tolto.
Infine sulla liturgia beh, basta guardare come celebrava Benedetto, quali erano i suoi collaboratori in materia liturgica e come celebra Francesco e chi si è scelto.
Come vede, non sto negando le eventuali mancanze di Benedetto, ma che tra i due sia meglio Francesco proprio no, fatto salvo ovviamente che, come prima pregavo pro pontifice nostro Benedicto ora prego pro pontifice nostro Francisco e non credo a teorie complottiste varie...
Davide

Anonimo ha detto...

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/12/con-francesco-chi-e-fedele-magistero-e.html#more